La Chiavennasca, perché il nebbiolo della Valtellina è diverso da quello piemontese

La Chiavennasca, perché il nebbiolo della Valtellina è diverso da quello piemontese. Ci facciamo aiutare, come negli altri articoli che trovate qui, da Isabella Pelizzatti Perego, di Ar.Pe.Pe.

La Chiavennasca

Il Nebbiolo della Valtellina viene chiamato Chiavennasca. Un tempo c’erano altre piccole varietà locali, la Pignola (che si sta riscoprendo). In Valtellina c’è sempre stato il nebbiolo. Fu Heinrich Lehmann, nel 1797, a sostenere che il vitigno fosse stato portato in questa località dalla Valle Chiavenna e che proprio da quel territorio provenisse l’etimologia del nome. Anche se molti sostengono che il nome derivi dal dialettale ciu vinasca, e significhi cioè «più vinoso».

Il Nebbiolo e i cloni

Quello della Valtellina è un clone diverso dal Piemonte, dove abbiamo Lampia e Michet. Anche se parlare di un solo clone non ha senso: in Valtellina sono stati individuati oltre 10 cloni di nebbiolo. Gli studi li ha condotti la professoressa  Anna Schneider del Cnr Torino, con la Fondazione Fojanini di Sondrio.  Si è dimostrata l’esistenza di una decina di cultivar legate al nebbiolo da un rapporto di parentela molto stretto. Tutte e dieci le cultivar sono proprie dell’Italia Nord-Occidentale e ben sei provengono dalla Valtellina (negrera, rossola,rossolino nero, brugnola, bressana, chiavennaschino). L’ipotesi che il nebbiolo, tradizionalmente legato all’ambiente colturale alpino, sia originario della Valtellina è possibile, ma, allo stato attuale delle conoscenze, non ancora stata dimostrata.

Nebbiolo delle Langhe e Chiavennasca.

“Che differenza c’è tra la Chiavennasca e il nebbiolo delle Langhe? Beh, il nostro è un Nebbiolo delle Alpi. Se chiudi gli occhi, puoi vedere la pendenza e la montagna da cui proviene il vino. Siamo in un territorio molto più fresco sia della Langa, sia del nord del Piemonte, che comunque ha un vino più simile al nostro. I suoli sono molto diversi. Da noi c’è pochissima argilla, che è molto presente in Langa. In Valtellina c’è soprattutto sabbia, roccia sgretolata. La pianta deve arrivare fin dentro la roccia per trovare nutrimento, quindi le vigne drenano moltissimo e i muretti a secco fanno filtrare l’acqua piovana. Di conseguenza non permane l’umidità. La Chiavennasca è il risultato di una bellissima combinazione tra cloni, territorio e microclima. I nostri vini risultano molto più floreali rispetto ai vini di Langa e forse la caratteristica più bella è che hanno una grandissima beva, una grande mineralità e sapidità, che rendono questi vini facili da abbinare con quasi tutte le cucine del mondo. Hanno anche un tenore alcolico più basso, non raggiungono mai i 15 e 16 gradi, come quelli piemontesi. In più hanno una grande freschezza. Si abbinano con selvaggina e arrosto, ma anche con piatti vegani, funghi, pesce di lago e di mare”.

Se volete saperne di più leggete anche:
Intervista a Isabella Pelizzatti Perego, di Arpepe
Il vino in Valtellina
Rosso di Valtellina Arpepe
Acquista il Rosso di Valtellina Arpepe

TORNA SU