Biblioteca sul vino, i libri da leggere da Soldati a Gaia

Il classico dei classici è naturalmente Mario Soldati, che con il suo Vino al Vino ha scritto l’epopea del vino italiano, un viaggio incredibile che unisce una straordinaria perizia tecnica, sorprendente per l’epoca, alla forza dello scrittore. Ma a parte l’insuperabile Soldati, cosa bisogna leggere sul vino? Niente, nel senso che nessuna lettura è obbligatoria. Molto, perché leggere è sempre un piacere e leggere di vino aiuta a capirlo meglio ma anche a farsene affascinare. E allora, dopo aver passato in rassegna i principali siti. blog sul vino, abbiamo provato a immaginare una biblioteca minima per chi vuole farsi trascinare dalla passione delle parole e unirla a quella per il vino.

Al Vino al Vino – Mario Soldati

Scritto in due tempi, tra il 1968 e il 1975, è un documento unico sulle trasformazioni che il vino stava attraversando, passando da una fase artigianale a una industriale, entrambi nel senso peggiore del termine. C’è un atteggiamento un po’ nostalgi per un’Italia che stava sparendo, in questo viaggio, ma anche molte intuizioni su quello che bisognava recuperare e quello a cui si doveva fare attenzione. Comunque sia, grande letteratura, con storie di uomini e territorio.

Il Ghiottone Errante –  Paolo Monelli 

Apparteneva alla stirpe nascente – e che poi ha prosperato con i Gianni Brera e Gianni Mura – dei giornalisti appassionati di cibo e di vino. Inviato per la Gazzetta di Torino negli anni ’30, ha raccontato il vino in modo appassionato e divertente. Ecco un brano sul sangiovese: «II sangiovese? “L’altro vino di Romana, il sangiovese, è un’altra cosa. E’ atticciato e solido come questi romagnoli che vengono ai mercati avvolti nella capparella come in un manto romano e parlano un idioma ardito e acceso. E’ una via di mezzo tra il lambrusco e il chianti; del chianti ha il profumo, ma è più energico; del lambrusco ha l’arditezza, ma è più orgoglioso. I tortelli non vogliono altra tomba che questo vino potente, essi che riproducono nella forma l’ombilico delle floride donne bolognesi, e son gentilini d’aspetto, ma tarchiati di contenuto…Il sangiovese è il vino delle rivoluzioni, delle spedizioni punitive…Il romagnolo ci s’avvolge come nelle pieghe del suo mantello, e va animoso incontro alla sua guerra: s’à càsc a càsc in tèra, ‘zidèint a chi ‘m tol sò, se cado, cado per terra, accidenti a chi mi tira su”.

Manuale di conversazione vinicola – Cesare Pillon 

Se volete cominciare a usare un vocabolario appropriato sul vino, questo manualetto di Cesare Pillon, un grande critico del vino, è perfetto: divertente, ironico fino al paradosso, ricostruisce tutti i significati di termini come barricato, cuvée, perlage e solfiti. Il tutto impreziosito da bellissime vignette.

Bianco, rosso e Veronelli – Luigi Veronelli e Pablo Echaurren

Il sottitolo dice già molto: «Manuale per enodissidenti e gastroribelli». Una chicca per uno dei più grandi giornalisti del vino, anche se il termine è riduttivo, visto che Veronelli è stato un monumento, uomo profondo, con un approccio politico e umano al mondo del vino.

Le parole del vino – Fabio Rizzari

Un libretto smilzo ma illuminante per una delle migliori penne del vino, che qui divaga sulle parole del vino, ma anche su certe manie e mode, smitizzate e ricondotte a più miti consigli. Riflessioni su critici, enosnob ed enofili, per un mestiere a rischio, che espone al rischio del ridicolo per gente che talvolta si prende troppo sul serio. Una nota: «Non conosco un singolo degustatore professionista che non abbia scritto qualche cazzata».

Memorie di un assaggiatore di vini – Daniele Cernilli

Uno dei più importanti critici enologici, già curatore della Guida dei Vini del Gambero Rosso-Slow Food e ora della sua guida nei panni di Doctor Wine. Un libro interessante perché è un bello spaccato storico del vino degli ultimi decenni.

Elogio dell’invecchiamento – Andrea Scanzi

Il personaggio può irritare, e ogni tanto anche le parole di questo libretto, che però mantiene una sua utilità, perché introduce ai rudimenti del vino con spirito dissacratorio e lontano da snobismi dottorali. Utile anche per chi si sta preparando agli esami da sommelier.

Il metodo easywine – Cristiana Lauro 

Un compendio breve e di facile lettura, come da titolo, per provare a introdursi nel mondo troppo tecnico ed elitario del vino. L’autrice è l’esuberante e divertente Cristiana Lauro, che talvolta si esercita anche dalle pagine di Dagospia.

Vino naturale per tutti – Alice Feiring

Per chi non riesce a capire cosa diavolo siano questi vini naturali, ecco i libri di Alice Feiring, militante di questo mondo che fa dell’artigianalità e del non interventismo enologico il suo credo.

L’invenzione della gioia – Sandro Sangiorgi

Testo sacro di Sandro Sangiorgi, critico tra i fondatori di Arcigola, della Guida ai vini d’Italia e ora di Porthos.  Un tomo che incute timore già dalle dimensioni, 500 pagine, e dal sottotitolo: “Educarsi al vino, sogno, civiltà e linguaggio”. Comunque, un libro imprescindibile per chi vuole  entrare nel dettaglio e avere un approccio alto e problematico alle questioni del vino.  

Vini da scoprire – Castagno, Gravina e Rizzari

Qui ci sono cento bottiglie da scoprire, ma più che il contenuto conta la leggerezza, la precisione e la raffinatezza del linguaggio usato dai tre autori, che indicano un’altra strada per scrivere di vino, lontana dal manierismo e dall’enfasi di troppi critici.

Fabio Pracchia “I sapori del vino. Percorsi di degustazione per palati indipendenti” 

Un libro che prova a spiegarci i misteri della degustazione. Storia e geografia influiscono in modo determinante sul gusto, come certe mode ed estetiche del vino dei decenni scorsi.  Pracchia prova a raccontarci la diversità e ci dà una prima regola: «La prima cosa da apprendere nella degustazione è che il vino non può essere scomposto».

Non è il vino dell’enologo – Corrado Dottori 

Sottotitolo: «Lessico di un vignaiolo che dissente». Dottori è uno dei più attivi viticoltori della new wave naturalistica. Approdato alla vigna dopo esserci licenziato da una banca, prova a ragionare, con piglio militante,  sul rapporto tra un coltivatore e l’ambiente che lo circonda.

Stappato – Tiziano Gaia

Non lo inseriamo solo per il titolo, splendido :-), ma perché è un dietro le quinte ben scritto e sorprendente dell’epopea dei “Vini d’Italia“, vista dalla parte di Slow Food, con la successiva rottura del Gambero Rosso. Uno spaccato di storia che consente di sbirciare dietro il mondo patinato dei degustatori. Leggete qui: «Al termine della prima settimana, 600 assaggi avevano già azzerato ogni mia volontà di capirci ancora qualcosa».

 

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